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I sapori della tradizione

 

 

 

AGRITURISMO

Oggi le aziende che offrono ospitalità turistica sono 613, ma ne stanno partendo altre 400 in attesa delle autorizzazioni dei Comuni e già iscritte negli elenchi  della LOMBARDIA. Negli ultimi anni il trend di crescita è stato superiore alla media nazionale
La leadership spetta alla provincia Bresciana che da sola offre ben 160 proposte e può contare sulle attrattive turistiche di ben tre laghi, Iseo, Garda e Idro e su un patrimonio enograstonomico di eccellenza come quello della Franciacorta e dei suoi vini DOC
In seconda battuta viene la provincia di Pavia, che offre 84 agriturismi in gran parte sparsi nell'Oltrepò Pavese, altra zona di forte richiamo turistico-enologico.
Si arriva a quota 76 nella provincia di Mantova, dove a farla da padrone sono  le colture foraggere cerealicole e gli allevamenti che alimentano l'industria della carne e della trasformazione casearia, anche se c'è spazio per alcuni pregiati vini locali.
Gli agrituristi delle valli bergamasche  possono invece scegliere tra 75 aiende che offrono sia i vini della Valcalepio sia i rinomati formaggi Taleggio e Formai de mut.
Sono 58 le proposte della provincia di Varese che dispone di grandi superfici verdi e di una zona a vocazione turistica  sulla sponda del Lago Maggiore.
Si scende a 38 nel Milanese e nelle provincie di Cremona, Como, Lecco e Sondrio non si supera la trentina.

Attualmente l'agriturismo lombardio usufruisce dei contributi comunitari nella misura  1.16 del Piano di Sviluppo Rurale della Regione che nell'arco di anni ha messo in campo risorse per circa 6 892 milioni di Euro destinati a investimenti di rustrutturazione aziendale e costruzionei di nuovi impianti. Nel 2001 sono già stati finanziati 17 aziende per investimenti complessivi di 677 mila Euro.

I CONTROLLI

Alle Provincie spettano i controlli sugli agriturismi che scattano obbligatoriamente ogni 3 anni con verifiche contabili sui documenti amministrativi. Sempre le Provincie fanno anche ispezioni a campioni sugli altri requisiti previsti dalla normativa accertando ad esempio il rapporto di complementarietà dell'agriturismo rispetto all'attività agricola.
La Regione o le Provincie, insieme alle associazioni di categoria, hanno il compito di promuovere la formazione professionale, l'assistenza tecnica e la ricerca in materia di agriturismo nonchè la realizzazione dei progetti sperimentali per iniziative agrituristiche aziendali ed interaziendali.

E' necessario dimostrare che almeno il 50% degli alimenti utilizzati per la ristorazione siano di produzione aziendale. Il regolamento chiarisce anche le dimensioni del servizio di ristoro: per gli "agriturismi in azienda" non si possono superare gli 80 posti/pasto fino ad un massimo di 160 coperti al giorno. E' prevista una deroga in occasione di feste tradizionali, manifestazioni ed incontri promozionali dei prodotti locali, rilasciata dal sindaco del Comune di residenza.
Il  Comune provvede al controllo dei requisiti di abitabilità in base alla normativa sulle abitazioni civili. 
Tutte le irregolarità vengono segnalate ai Comuni i quali possono sospendere o revocare l'autorizzazione. Sempre i Comuni devono vidimare ogn anno sia le autorizzazioni sia le tariffe agrituristiche. (francesca Baccino)

 Articolo di Lombardia Verde del mese di Maggio

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