In linea con la
sua politica aziendale di innovazione e tutela dell’ambiente
intesa come componente fondamentale nella gestione d’impresa, il
Gruppo Italcementi, dopo diverse esperienze realizzate
all’estero, ha ottenuto nel dicembre 2001
la certificazione ambientale ISO 14001 per l’impianto di Broni,
uno dei più importanti insediamenti produttivi della provincia
pavese.
La certificazione
ISO 14001 rappresenta un passaggio importante per le aziende che
vogliano mantenere la competitività nel mercato e nello stesso
tempo una strategia di trasparenza e correttezza, nei confronti
del sistema territoriale in cui si inseriscono.
Attraverso lo
strumento della certificazione ambientale, infatti, l’azienda si
prefigge di gestire l’organizzazione di attività, prodotti o
servizi, in funzione delle risorse disponibili e degli obiettivi
imprenditoriali, innescando un meccanismo di miglioramento
continuo, assecondando una filosofia che già apparteneva alla
tradizionale attenzione di Italcementi verso la sicurezza
ambientale. Certificarsi ora a Broni, primo impianto del Gruppo in
Italia ad aver concluso l’iter ISO 14001, significa andare
incontro alla sensibilità che la città ha per le tematiche
ecologiche, sensibilità che le viene dalla sua storia passata, e
indipendente da Italcementi, legata alle attività di produzione
di manufatti contenenti amianto.
Naturalmente
Italcementi, come ogni azienda che riesca ad ottenere la
certificazione ambientale ISO 14001, si impegna a dimostrare in
maniera continuativa non solo la propria permanenza negli standard
previsti ma anche la volontà di migliorarsi, con vantaggi per la
propria immagine e per le prospettive ambientali del territorio in
cui opera.
“L’ottenimento della certificazione ambientale secondo lo standard ISO
14001”, ha sottolineato il direttore della cementeria di
Broni l’ingegnere Edoardo Giudiceandrea ,
“è stato raggiunto grazie al particolare impegno dei dipendenti della cementeria
di Broni ed è un importante traguardo per l’intera comunità.
La certificazione
ambientale, infatti, non migliora solo l’immagine aziendale,
rinforzando i processi formativi e comunicativi interni, ma ha
l’obiettivo, ambizioso ma irrinunciabile, di coniugare
l’attività industriale con lo sviluppo ed il rispetto
dell’ambiente. In sostanza un nuovo modo di porsi del sistema
produttivo alla comunità locale”.
Un’ambizione,
questa, che passa attraverso la collaborazione del personale al
completo della cementeria di Broni, nella certezza che ciò vada a
vantaggio di tutti. Dal punto di
vista pratico, per ottenere la certificazione ISO 14001,
Italcementi si è impegnata nella cementeria di Broni con una
serie di azioni e di investimenti.
“In sintesi” ha proseguito l’ingegnere Giudiceandrea, “gli
aspetti più importanti curati nella gestione ambientale
consistono nel controllo delle emissioni del forno di cottura; nel
contenere le emissioni di rumore e di polvere verso l’abitato di
Broni; nella ricerca di materie prime e combustibili da rifiuti
per il processo produttivo; nell’utilizzo di nuovi impianti per
il recupero delle risorse idriche e nella prosecuzione del
processo di bonifica dei manufatti contenenti amianto; il tutto
secondo schemi che vanno ben oltre le disposizioni di legge”.
In questo modo
Italcementi si impegna ad assicurare e ad impiegare tutti i mezzi
necessari per garantire la conformità alla legislazione
ambientale, e quindi a migliorare continuativamente le sue
prestazioni in questo campo, a definire modalità operative che
tengano conto degli aspetti legati all’ambiente di ogni attività
lavorativa e a continuare a sensibilizzare e ad istruire il
personale, con investimenti, promuovendo, nel contempo, questo
tipo di attenzione presso i fornitori. L’impegno finale è poi
quello di informare tutte le parti interessate (dai cittadini di
Broni alle autorità locali, dai clienti ai fornitori) sui
risultati ambientali, in modo trasparente e volontario, in uno
spirito di dialogo sempre sollecito.
Queste
le date principali dell’impianto di Broni: nel
1908 viene messo in esercizio il primo forno; nel
1962 entra in produzione la nuova linea di cottura e di
macinazione; 1981 la Cementifera Italiana
Fibronit separa la gestione della produzione di cemento da quella
di manufatti in cemento e amianto; tutto il complesso della
cementeria di Broni diventa un’attività completamente distinta
e viene conferita alla nuova società Cementifera Fibronit che
gestisce anche altre cementerie. Nel settembre
1987 la cementeria viene acquisita da Italcementi e
termina quindi la sua integrazione a valle con la produzione di
manufatti in cemento e amianto.
Da quando è
stata acquisita da Italcementi sono stati investiti oltre 40
miliardi di lire per lavori di ammodernamento del ciclo
tecnologico, di cui oltre 10 miliardi per interventi direttamente
mirati a migliorare gli aspetti ambientali con particolare
attenzione alla bonifica da amianto, alla depolverazione del
processo produttivo e degli ambienti di lavoro e
all’insonorizzazione delle macchine.
Molto
rappresentativi per inquadrare la realtà della cementeria di
Broni sul territorio, sono i numeri che la riguardano: sono 4,6
gli ettari di terreno su cui si estende la cementeria; 380.000
sono invece le tonnellate di cemento spedite in un anno; oltre
7.000 le voci nel magazzino materiali di ricambio; 65 i dipendenti
con un indotto di 150 persone coinvolte nelle attività della
cementeria.
E infine uno
sguardo su ciò che è stato realizzato grazie ai prodotti frutto
dell’attività della cementeria di Broni: l’Autostrada
Morgex-Courmayeur; il depuratore Po Sangone, in provincia di
Torino; la centrale Pont Ventoux e il corpo della diga in Val
Susa; i viadotti e le gallerie dell’autostrada Torino-Savona; il
passante ferroviario Torino lotto 2; l’autostrada Asti-Cuneo; la
linea del Treno ad Alta Velocità Milano-Bologna, nella tratta
Melegnano Piacenza.
Italcementi
è la holding di un gruppo industriale, Italcementi Group, che nel
2001 ha registrato un fatturato di 4.063 milioni di Euro. Con
oltre 17.000 dipendenti e con una presenza in 15 Paesi è tra i
primi produttori di cemento a livello mondiale.
In Italia con circa 5.000
dipendenti occupa una posizione di leadership nel settore del
cemento con una quota di mercato superiore al 30% e un dispositivo
produttivo di 18 impianti a ciclo completo e 9 centri di
macinazione e 229 centrali di betonaggio.