Oggi più che mai la pasta sta conquistando nuovi estimatori in tutto il mondo, perché è
sana, gustosa, leggera, divertente. Quale altro alimento, infatti, dà la stessa
possibilità di sbizzarrirci in cucina e di inventare sempre nuove ricette?
La Storia.
La tradizione racconta che fu Marco Polo, attorno al 1290, a portare la
pasta in Italia di ritorno dall'Oriente: documenti storici mostrano, infatti, come già
3500 anni fa la pasta era diffusa in Cina.
A rendere più complessa però la ricostruzione storica circa l'origine di questo alimento
è stata la scoperta in Toscana di alcuni graffiti di origine etrusca che mostrano
utensili simili a quelli utilizzati attualmente per preparare la pasta. Qualunque siano le
sue origine, Cina o Italia, Napoli è attualmente la capitale della pasta. E' alla città
partenopea infatti, che dobbiamo sia la pastasciutta, così come la conosciamo oggi, sia
la maggior parte delle ricette tradizionali. Ma la pasta è un alimento talmente diffuso
in Italia, che ogni regione ha i suoi piatti tipici.
Da documenti storici e dai ricettari di fine '500 si può dedurre l'esistenza in Italia di
tre grandi centri per le paste di semola: Palermo, Napoli e la Liguria. Nel Centro e nel
Nord Italia erano molto diffuse le paste all'uovo, mentre tra i condimenti primeggiava il
formaggio, soprattutto Parmigiano. Va sottolineato, a questo proposito, la saggezza
popolare che aveva sopperito alla carenza di grano, le cui proteine sono povere di alcuni
amminoacidi, aggiungendo uova e formaggi, ricchi proprio delle sostanze mancanti.
Certamente nel 1800 le due capitali della pasta per produzione ed esportazione erano
Napoli e Genova. Napoli si approvvigionava dei grani duri delle Puglie e di quelli russi
(l'insuperato grano Taganrog dal Mare d'Azof), mentre Genova si riforniva, oltre che del
Taganrog, anche dei prodotti della Sicilia e del Nord Africa.
Di fondamentale importanza nella storia della Pasta è la scoperta dell'America:
all'inizio del diciannovesimo secolo, infatti, fece la sua comparsa il pomodoro, destinato
a rivestire un ruolo di primo piano nella preparazione dei sughi, soprattutto nella cucina
napoletana.
Nei primi del '900, infine, anche nella produzione della pasta incominciarono ad essere
utilizzate le prime macchine industriali.
I motivi del successo
della pasta stanno nella modernità di questo alimento che riunisce tre pregi
incontestabili: la sua bontà in senso gastronomico, la sua salubrità messa
in luce dalla riscoperta scientifica e culturale del modello alimentare mediterraneo, la sua
economicità.
La ricchezza e la fantasia di piatti resi possibili dai diversi formati di pasta e dai
condimenti permette di inventare sempre nuove ricette, una più appetitosa dell'altra.
Per quanto riguarda l'aspetto salutistico, la pasta è ricca di carboidrati complessi che
rappresentano una preziosa base energetica, idonea per ogni tipo di organismo.
L'industrializzazione completa della produzione ha inoltre fortemente abbassato i prezzi,
rendendoli addirittura inferiori a quelli del pane.
Il tipo di pasta più diffuso,
soprattutto nel Sud Italia, e che offre il maggior numero di formati e ricette è la pasta secca. Per legge questa deve essere
prodotta con semola e semolato di grano duro, opportunamente setacciati, e di acqua di
media durezza e a basso livello di sodio e bassissime concentrazioni di ferro. Dopo
l'impasto di farina e acqua, effettuato con opportune macchine dette "presse",
fa seguito la "gramolatura", ovvero un processo di lavorazione dell'impasto al
fine di renderlo più omogeneo ed elastico e quindi la "trafilatura" per
ottenere le diverse fogge. L'operazione finale, che è anche la più delicata, è
l'essicamento, che deve essere effettuato in diverse fasi per portare la pasta in modo
graduale al suo grado di umidità definitiva prima di essere confezionata.
Il tipo di pasta più
"ricco", cioè quello più gustoso e solitamente utilizzato per i
piatti più impegnativi (lasagne o cannelloni) è la pasta
all'uovo. Per questo motivo, questa pasta è meno diffusa di quella secca ed
è particolarmente consumata in inverno e nelle regioni settentrionali. Oltre alla normale
pasta all'uovo, esiste anche quella ripiena (tipica dell'Emilia Romagna) che può essere
consumata sia con i condimenti e i sughi della pastasciutta che in brodo. La pasta
all'uovo fatta in casa è preparata con farina 00 o con semola di grano duro con uova
freschissime. Tirata in una larga e sottilissima sfoglia è pronta per essere tagliata
nelle più fantasiose forme: lasagne, cannelloni, tagliatelle, maltagliati e pappardelle.
Se invece preferite la pasta ripiena, potete ridurla a quadratoni, farcirla con ripieno di
carne o verdura e racchiuderla come un fazzoletto così da avere ravioli, tortellini,
pansotto, òfelle, cappelletti o agnolotti.
La pasta deve essere cotta al "dente". In generale
i tempi di cottura della pasta all'uovo sono più brevi di quelli della pasta secca.
L'esatta cottura della pasta risponde a regole fisiologiche: quando è troppo cotta,
infatti, scivola troppo velocemente nello stomaco e risulta indigesta.
La pasta deve essere masticata perché il lavoro della masticazione consente di utilizzare
succhi densi e appropriati provenienti dalle ghiandole salivari che contribuiscono ad
un'ottima digestione. La pasta deve essere al dente nel piatto e non quando la si
assaggia. Infatti essa continua a cuocere anche quando la si scola, la si distribuisce nei
piatti, la si condisce e la si porta a tavola. Generalmente la pasta è cotta giusta
quando conserva un po' del suo colore paglierino. Soprattutto è importante badare allo
spessore della pasta, che è l'elemento chiave per la durata della cottura: paste
voluminose ma a pareti sottili cuociono prima di quelle apparentemente più piccole ma
spesse.
La piramide del mangiar sano.
In passato il Ministero
dell'Agricoltura americano ha elaborato "la Piramide del mangiar sano", a
supporto di un programma educativo sull'alimentazione varato per le scuole;
successivamente principi analoghi sono stati enunciati anche dall'Istituto Nazionale della
Nutrizione. Questo studio dimostra la varietà e il ruolo che grassi, proteine,
carboidrati ed altre sostanze nutritive devono avere per una sana alimentazione. I
prodotti derivati dai cereali, e dunque anche la pasta, rappresentano una grossa
percentuale del fabbisogno giornaliero. Nel calcolo dei valori nutrizionali della pasta ha
molta importanza il condimento: ad esempio un piatto condito in modo semplice(aglio e olio
crudo e pomodoro e basilico) fornisce meno calorie dello stesso quantitativo di pasta
condito con ragù di carne, formaggio o besciamella. Per una dieta equilibrata non è
quindi necessario rinunciare ad un piatto di primo a base di pasta, ma si deve
semplicemente scegliere il condimento più adatto alle proprie esigenze, facendo
distinzione anche tra i diversi valori nutrizionali della pasta secca (346 calorie 0 mg.
di colesterolo per 100 gr.) e della pasta all'uovo (358 calorie e 94 mg. di colesterolo
per 100 gr.)
Visitate
anche I
sapori della tradizione
Buon appetito!!!
Se volete suggerire vostre ricette scrivete e saranno pubblicate: mail |